Ascensori sempre più green adatti per le case in legno
Ascensori sempre più green adatti per le case in legno

Da oltre 50 anni il nostro Gruppo Stevan Elevatori si occupa di installazione di ascensori e piattaforme elevatrici (ascensori domestici o condominiali) e da qualche decennio progetta anche impianti elevatori per le case realizzate in legno. 


La progettazione di questa tipologia di impianti deve tenere conto di alcuni accorgimenti ovvero: 


•  Il vano in legno deve avere una funzione autoportante e deve essere sempre reso ignifugo. La documentazione del trattamento deve essere allegata al collaudo. Il nostro gruppo è abilitato ad effettuare il collaudo del solo impianto. Ovviamente forniamo al calcolatore della struttura tutti i carichi gravanti per il calcolo.


•  Le dimensioni del vano devono consentire l’installazione di una cabina conforme al D.M. 236/89, il che dà diritto di godere di Iva 4% e del contributo Regionale.


•  Sulla testata o sul tetto del vano dell’ascensore vi deve essere un’areazione dal 3 al 5% della superficie in pianta, a seconda se sia soggetto alle norme antincendio o meno; deve essere impedita l’entrata dell’acqua e deve essere montata una rete anti topo ed anti volatili. 


Tra i vari impianti elevatori disponibili consigliamo di installare una piattaforma o un ascensore ad azionamento elettrico in quanto non presentano materiale inquinante, quindi, tra l’altro, non vi è il rischio di fuoriuscite di olio; il consumo è ridotto; possono funzionare anche in caso di mancanza di corrente e non hanno l’ingombro del locale macchina il quale viene posto all’interno del vano.


Gli ascensori e le piattaforme elevatrici hanno lo stesso funzionamento, la differenza sostanziale sta nella velocità che per le piattaforme è di massimo 0,15 m/s. Ciò consente di ridurre le spinte sulla struttura. Il consumo è di circa 0,50 kW per le piattaforme elettriche e di circa 3 kW per gli ascensori elettrici con velocità di circa 1 m/s (un ascensore oleodinamico con velocità 0,6 m/s consuma invece circa 15 kW). Le piattaforme necessitano di una fossa di 0,15 m e di una testata di 2,5 m; gli ascensori normalmente hanno una fossa di 1 m e una testata di 3,5 m. Nel caso di edifici esistenti sono disponibili nuovi modelli che consentono di comprimere moltissimo gli ingombri sia della fossa che della testata. Anche le procedure burocratiche per richiedere una deroga per fosse e testate ridotte sono state semplificate, qualche anno fa è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 82 del 9/4/2015 il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 19 marzo 2015 che consente di attivare la procedura di deroga con l’ausilio di enti di certificazione privati senza dover attendere il benestare da parte del ministero riducendo notevolmente le tempistiche necessarie.

 

Per quanto riguarda le strutture degli ascensori, inizialmente ci venivano richieste autoportanti ed antisismiche, quindi abbiamo installato strutture dello spessore di circa 5-6 cm. Tutto attorno al vano dovevano esserci degli anelli ogni 1,20 m o 1,50 m in altezza per gli ancoraggi e croci di S. Andrea in testata e su tutti i lati dove non erano presenti porte. Queste strutture potevano essere rivestite di vetro, lamiera, legno trattato o cartongesso con adeguata resistenza meccanica alla spinta. Successivamente ci è stato chiesto di ancorarci sui cordoli dei pianerottoli sia in legno che in cemento armato (per non avere carichi lungo la corsa del vano) quindi abbiamo omologato uno speciale ascensore elettrico modello SNG che consente di aumentare il passo degli ancoraggi ogni 3,30 m in quanto scarica la maggior parte dei carichi nella fossa. Infine ultimamente ci è stato chiesto di fissarci lungo il vano di legno, quindi abbiamo previsto delle staffe e dei fissaggi appositi, adatte ovviamente allo spessore. Nell’ultimo periodo abbiamo collaudato un nuovo prodotto con portata 3.200 kg, progettato per cantine o per attività industriali, omologato per il trasporto di cose e persone e con la chiamata e rimando ai piani. Indicativamente la cabina può essere di 3,5 x 5,5 m, con apertura porte a tutta larghezza, con una struttura tubolare da 10 x 10 cm, anelli ogni 1,5 m e croci di S. Andrea in testata e dove non sono presenti porte. Questa struttura a traliccio oltre ad essere autoportante ed antisismica, può aiutare anche le strutture esistenti ad aumentare la propria stabilità. La fossa può essere variabile da 15 cm a 45 cm a seconda del tipo di impianto.